Incontra Eleonora Anzini – WCTRN 2026

Iniziamo con il tuo nome. Facile, vero?
Eleonora Anzini (sì, era facile in effetti).

Raccontaci quale tuo talento lavorativo ti ha aiutato di più a organizzare questo WCTRN.
La fissazione per l’ordine visivo e la visione proattiva, una deformazione professionale forse, più che un talento? 😅 Mi aiuta a trasformare un’idea generica in qualcosa che deve essere visto, nella realtà o nel mondo digitale. È un mix di esperienza e intuizione che ti fa capire cosa funziona e cosa no.

A questo punto, raccontaci che lavoro fai. Di cosa ti occupi?
Sono una brand e web designer. Progetto identità visive e siti WordPress. Lavoro sulla parte strategica, sulla forma e su tutto ciò che permette a un’identità di “respirare”: coerenza, ritmo, chiarezza comunicativa. Per raggiungere il punto in cui un progetto smette di essere confuso e diventa riconoscibile.

Qual è stata la competenza più inaspettata che hai utilizzato mentre organizzavi il WCTRN?
La capacità di dare forma a qualcosa che ancora non è del tutto definito. È una parte importante del mio lavoro di brand designer, e sorprendentemente utile anche qui.

Qual è una cosa che le persone non si rendono conto del lavoro che il tuo team svolge dietro le quinte?
Che il design non arriva “alla fine”: è parte (importante) del motore. Tutti gli elementi che rendono un evento leggibile, dalla segnaletica, slide, visual, badge, web, social, alla più semplice “atmosfera”, nascono dal design. E dietro ogni elemento c’è un dialogo costante tra idee, limiti pratici e coerenza.

Descrivi la tua esperienza al WCTRN finora usando solo emoji, Gif o sticker.

👆👆👆👆👆 THIS.

Passando per

E immancabilmente:

Per concludere con:

(non va esattamente così ma l’entusiasmo c’è! e poi quando si parla di gif mi viene sempre troppo in mente 😅)

Se il WCTRN fosse un festival musicale, quale sarebbe la colonna sonora del tuo team?
Domanda troppo difficile per me, sarebbero troppe! Ma così al volo e con il sole alla finestra direi Four Simple Words, Frank Turner, così facciamo anche quattro salti, ché noi grafici alla fine stiamo sempre troppo seduti al computer (e poi la schiena, signora mia…)
E poi in fondo anche noi (ogni tanto ci lamentiamo ma) siamo sempre “Hungry just to do it all again the next day!”

Nello spirito della collaborazione open source, qual è la lezione più importante che il WCTO ti ha insegnato sul lavoro di squadra?
Che condividere il processo non rallenta. Quando tutti vedono quello che stai facendo e possono contribuire con la loro esperienza, il progetto cresce meglio e più velocemente. L’open source non è solo un modello tecnico: è un modo di stare nelle cose.

Convinci qualcuno, in 10 parole o meno, a partecipare al prossimo WordCamp.
Può creare dipendenza.


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