Iniziamo con il tuo nome. Facile, vero?
Enrico Sorcinelli. Sì, per ora è facile 🙂
Raccontaci quale tuo talento lavorativo ti ha aiutato di più a organizzare questo WCTRN.
Più che di talento parlerei di attitudine e la cosa più utile, in questo contesto, è saper ascoltare i bisogni degli altri. Un WordCamp funziona anche se chi partecipa si sente a casa. Che sia uno speaker che ha bisogno di far funzionare il proiettore all’ultimo secondo, un nuovo contributor che non sa da dove iniziare, o lo sponsor che non cerca solo esposizione, ma vuole sentirsi parte della Community e connettersi in modo autentico con chi passa dal suo tavolo, la vera sfida è capire cosa serve veramente alle persone e darglielo, prima ancora che lo chiedano. Un po’ come un plugin ben fatto: quando funziona tutto, nessuno si accorge di quanto lavoro c’è dietro, ma se manca… beh, si sente eccome!
A questo punto, raccontaci che lavoro fai. Di cosa ti occupi?
Inizio a fine anni 80 a parlare con i bit in assembler, dove se sbagliavi un’istruzione il computer ti guardava male per una settimana. Poi sono passato al C e con gli anni ho esplorato praticamente tutti i linguaggi interpretati che esistono. Oggi potrei dirti che mi occupo di IT (e guarda a caso anche di WordPress e sistemi CMS 🙂), ma la verità è più semplice: sono un curioso appassionato che non riesce a smettere di giocare con il codice. E la parte più bella di questo viaggio? Farlo in compagnia. L’open source e le sue Community per me non sono solo un luogo di lavoro e di apprendimento, sono il posto dove mi sento veramente a casa.
Qual è stata la competenza più inaspettata che hai utilizzato mentre organizzavi il WCTRN?
Bella domanda! E onestamente, non te lo so ancora dire con precisione 😁
Pensavo di conoscere o quasi tutte le mie competenze, ma ogni WordCamp ti regala una scoperta!
Forse questa volta sarà la pazienza strategica. Nell’organizzazione di un WordCamp spesso le cose non succedono quando vuoi tu e aspettare il momento giusto, senza forzare, è una competenza fondamentale.
Qual è una cosa che le persone non si rendono conto del lavoro che il tuo team svolge dietro le quinte?
Ok, partiamo dal presupposto che in un WordCamp tutti i team iniziano a lavorare molti mesi prima.
Per il team Sponsor forse la parte invisibile è il lavoro di relazione. Non ci limitiamo solo a vendere spazi ma cerchiamo di costruire “ponti”. Ascoltiamo le storie degli sponsor, le loro esigenze e anche le loro timidezze. Cerchiamo di capire come integrarli nell’ecosistema senza che si sentano solo ‘quelli che pagano il conto’. Perché in un WordCamp, uno sponsor di successo non è quello con lo stand più grande, ma quello che riesce a fare due chiacchiere sincere con un partecipante davanti a un caffè. E noi lavoriamo perché quel caffè accada.
Qual è stato il momento più divertente o memorabile che hai vissuto con il tuo team del WCTRN?
Al momento non credo esista un singolo episodio, ma tanti piccoli istanti: una battuta spiritosa nel bel mezzo di una riunione o una risata liberatoria dopo aver risolto l’ennesimo imprevisto.
Il più memorabile, però, sarà quando entrerà il primo partecipante. Perché vedere quel volto rappresenta il frutto dei nostri tanti mesi di appassionato lavoro.
Descrivi la tua esperienza al WCTRN finora usando solo emoji, Gif o sticker. Aggiungine quante vuoi.
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Se il WCTRN fosse un festival musicale, quale sarebbe la colonna sonora del tuo team?
Non saprei scegliere un solo brano, per me il nostro team ha una playlist che ci accompagna nei mesi di lavoro. In cima alla lista c’è Let It Be dei Beatles. Perché l’organizzare significa anche saper lasciare andare, fidarsi del processo e accettare che non tutto si controlla. Poi The Nightfly di Donald Fagen: quella calda malinconia notturna, il jazz soffuso… mi ricorda i momenti in cui si lavora fino a tardi a sistemare gli ultimi dettagli, con la musica che accompagna il silenzio. E infine, immancabile, il live De André con la PFM.
Siamo a Torino, città della Mole Antonelliana e del Museo del Cinema, se il tuo team fosse un film, quale sarebbe? Valgono anche le serie televisive.
Da buon boomer direi Spazio 1999, storia di una comunità unita, che si supporta e trova sempre soluzioni creative.
Torino è stata la prima capitale d’Italia, se tu dovessi “governare” qualcosa nel mondo WordPress, cosa sarebbe?
La Community italiana.
Quale personaggio famoso della finzione sarebbe un componente perfetto del tuo team, e perché?
Se potessi prendere a prestito la pazienza sovrumana di Marge Simpson e la saggezza curiosa di Gandalf, avremmo il team perfetto. Ma visto che devo scegliere, dico Marge.
Nello spirito della collaborazione open source, qual è la lezione più importante che il WCTRN ti ha insegnato sul lavoro di squadra?
Con 30 anni di esperienza e un po’ di organizzatore di eventi (non solo WordCamp) alle spalle ☺️, pensi di dover avere sempre la risposta pronta. Invece i WordCamp ti insegnano l’esatto opposto: la forza di dire ‘non lo so, aiutami’. Nell’open source è normale aprire una issue e chiedere supporto. Nel lavoro di squadra è la stessa cosa. Chiedere aiuto non sempre è un segno di debolezza, ma il gesto più generoso che puoi fare verso il team, perché permetti anche agli altri di contribuire e crescere.
Convinci qualcuno, in 10 parole o meno, a partecipare al prossimo WordCamp.
Vieni per WordPress, torni per le persone che incontri.

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